Usare ChatGPT nella tesi non è, di per sé, sempre vietato. La risposta dipende dalle regole dell’ateneo, dal corso di laurea, dalle indicazioni del relatore e soprattutto dal modo in cui lo strumento viene impiegato. C’è una differenza sostanziale tra chiedere all’intelligenza artificiale di aiutare a organizzare una scaletta e affidarle la produzione di pagine da presentare come proprie.
ChatGPT, Gemini e Claude possono essere utili per chiarire un concetto, trovare parole chiave per una ricerca, confrontare la struttura di due paragrafi o individuare punti poco chiari in una bozza. Non possono però sostituire lo studio delle fonti, l’analisi personale e la responsabilità dello studente. In questa guida vediamo come utilizzare l’AI nella tesi in modo trasparente, quali rischi evitare e come interpretare correttamente un controllo effettuato con Compilatio.
Non esiste una regola identica per tutte le università. Alcuni atenei ammettono determinati usi dell’intelligenza artificiale generativa, purché dichiarati e sottoposti a verifica critica; singoli corsi o docenti possono invece stabilire limiti più restrittivi. Per questo il primo passaggio non è aprire ChatGPT, ma consultare il regolamento del proprio ateneo e chiedere al relatore quali attività siano consentite.
Le indicazioni dell’Università di Bologna sull’uso della GenAI, per esempio, distinguono tra supporto critico e semplice copia e incolla: lo strumento può integrare il lavoro dello studente, ma non sostituirne il pensiero, la creatività e la capacità di spiegare le scelte compiute.
Una tesi deve dimostrare che lo studente sa formulare un problema, selezionare fonti attendibili, applicare un metodo e sostenere una conclusione. Se l’AI propone un indice e lo studente lo valuta, lo corregge e sa motivarlo, lo strumento ha avuto una funzione di supporto. Se invece genera capitoli completi che vengono inseriti senza controllo, diventa difficile dimostrare l’effettiva paternità del lavoro.
Prima di utilizzare un output, occorre quindi chiedersi:
L’AI può alleggerire alcune attività preparatorie, ma non tutte le richieste hanno lo stesso livello di rischio. La distinzione non dipende soltanto dal numero di parole generate: conta il ruolo che l’output assume nel processo di ricerca.
La revisione personale non consiste nel cambiare qualche sinonimo per ridurre un punteggio. Significa ricostruire il ragionamento sulla base di fonti realmente lette, aggiungere la propria analisi e assumersi la responsabilità di ogni frase.
Gli studenti cercano spesso informazioni specifiche su ChatGPT, Gemini o Claude, ma dal punto di vista accademico la questione principale rimane la stessa. Tutti questi sistemi generano risposte sulla base di modelli probabilistici; una formulazione sicura e ben scritta non garantisce che il contenuto sia corretto.
Le funzioni disponibili possono variare: alcuni strumenti lavorano con file, altri effettuano ricerche online o gestiscono contesti più lunghi. Nessuna di queste caratteristiche trasforma automaticamente l’output in una fonte scientifica. Il nome del chatbot non deve essere inserito in bibliografia al posto dell’articolo, del libro, della sentenza o del documento da cui deriva l’informazione.
Se l’uso è ammesso, conserva una traccia dello strumento, della versione o della data di consultazione, dello scopo e delle sezioni interessate. Questi dati saranno utili se il relatore richiede una dichiarazione trasparente.
Un chatbot può creare un riferimento bibliografico plausibile ma inesistente, confondere autori e titoli oppure attribuire a un testo conclusioni che non contiene. Ogni fonte suggerita deve essere cercata nel catalogo dell’università, in una banca dati pertinente o sul sito ufficiale dell’editore. Quando il documento non è reperibile, non va citato.
Per costruire una bibliografia verificabile è preferibile seguire un metodo autonomo di ricerca delle fonti e organizzazione della bibliografia.
L’AI può omettere eccezioni importanti, confondere concetti simili o utilizzare informazioni superate. Il problema è particolarmente serio nelle discipline giuridiche, mediche, economiche e scientifiche, dove una norma, una linea guida o un dato possono cambiare. Le affermazioni devono essere confrontate con fonti primarie e letteratura affidabile.
Un testo generato tende spesso a usare strutture ripetitive, introduzioni generiche e conclusioni prevedibili. Anche quando non contiene errori evidenti, può risultare poco coerente con il resto della tesi e con il livello di conoscenza dimostrato durante gli incontri con il relatore.
Prima di caricare interviste, questionari, cartelle cliniche, documenti aziendali, bozze non pubblicate o materiali ricevuti dal relatore, verifica le regole dell’ateneo e le condizioni del servizio utilizzato. Quando possibile, elimina dati identificativi e informazioni riservate. Il fatto che un sistema sia comodo non autorizza a condividere contenuti protetti.
Una tesi non viene necessariamente rifiutata soltanto perché un software segnala una percentuale di testo potenzialmente generato. Il dato deve essere interpretato nel contesto del documento e delle regole applicabili. Tuttavia, possono nascere problemi seri quando lo studente non sa spiegare il contenuto, presenta fonti inventate, viola un divieto esplicito o non dichiara un uso sostanziale richiesto dall’ateneo.
Le conseguenze non sono uguali ovunque: possono andare dalla richiesta di revisione e chiarimenti fino al rinvio della consegna o ad altre misure previste dal regolamento. Nessuno può quindi garantire che un determinato “punteggio AI” sia accettabile per ogni università.
In presenza di dubbi, il relatore o la commissione possono considerare più elementi insieme:
Per ridurre il rischio non serve cercare espedienti per “ingannare” un rilevatore. Serve poter ricostruire il proprio processo di ricerca, conservando appunti, versioni del documento, fonti consultate e correzioni ricevute.
AlphaTesi utilizza attualmente Compilatio per il controllo delle similitudini e dei contenuti potenzialmente generati dall’intelligenza artificiale. È importante distinguere i due risultati:
Come chiarisce la stessa documentazione di Compilatio sull’interpretazione della percentuale AI, il risultato è uno strumento di supporto alla valutazione: non costituisce da solo una prova oggettiva e non sostituisce il giudizio umano. Nessun rilevatore può essere considerato infallibile.
Per approfondire la differenza tra similarità e plagio, consulta anche la guida su come evitare il plagio nella tesi e interpretare il report Compilatio.
Non esiste una soglia universale valida per tutti gli atenei. Un valore basso non certifica automaticamente la correttezza del lavoro; un valore alto richiede di esaminare i passaggi segnalati e ricostruirne l’origine. La valutazione deve considerare le regole del corso, il tipo di utilizzo, la trasparenza e l’effettiva padronanza dei contenuti.
Lo stesso principio vale per la similitudine: non bisogna inseguire un numero astratto, ma verificare se ogni idea altrui è attribuita correttamente, se le citazioni sono formattate secondo lo stile richiesto e se la bibliografia corrisponde alle fonti davvero utilizzate.
La dichiarazione non ha una forma unica. Alcuni atenei indicano dove inserirla e quali dati riportare; altri lasciano la decisione al corso o al relatore. Le raccomandazioni dell’Università di Bologna su citazione e trasparenza suggeriscono di specificare lo strumento e la versione, il periodo di utilizzo, le modalità e le sezioni interessate.
Un modello da adattare alle indicazioni ricevute potrebbe essere:
Durante la preparazione di questa tesi è stato utilizzato [nome dello strumento e versione, se disponibile] nel periodo [date], esclusivamente per [descrizione delle attività]. L’utilizzo ha riguardato [capitoli o sezioni]. Gli output sono stati verificati criticamente sulla base delle fonti citate; interpretazioni, analisi e conclusioni restano responsabilità dell’autore.
Questo esempio non sostituisce il regolamento dell’università. Prima di inserirlo, chiedi conferma al relatore.
Un prompt ben formulato dovrebbe aiutare a ragionare, non chiedere al sistema di svolgere la tesi. Ecco alcuni esempi prudenti:
Per progettare una struttura coerente puoi consultare anche la guida dedicata all’indice della tesi di laurea. L’output dell’AI deve sempre essere discusso e adattato al tema reale, alle fonti disponibili e alle indicazioni del relatore.
Non automaticamente. Dipende dal tipo di utilizzo e dalle regole dell’ateneo. Presentare come proprio un testo generato, occultare un uso sostanziale o inserire materiale altrui senza attribuzione può violare le regole di integrità accademica.
Può accadere se l’uso viola le regole applicabili o compromette l’autenticità del lavoro, ma un punteggio software non determina da solo l’esito. Contano il regolamento, la valutazione del docente, la trasparenza e la capacità dello studente di dimostrare il lavoro svolto.
Compilatio dispone di funzioni per segnalare testi potenzialmente generati da sistemi di AI. Il risultato individua passaggi da esaminare e deve essere interpretato insieme agli altri elementi del documento.
Non esiste una percentuale massima universale. Occorre seguire le indicazioni dell’ateneo e valutare i passaggi interessati, non soltanto il numero complessivo.
Puoi usarla per ottenere parole chiave o indicazioni iniziali, ma non come catalogo affidabile. Ogni riferimento deve essere cercato, aperto, letto e verificato in una fonte bibliografica attendibile.
Se l’uso è stato sostanziale, molti regolamenti richiedono o raccomandano una dichiarazione. Modalità e posizione dipendono dall’ateneo: chiedi al relatore e usa il modello ufficiale, se disponibile.
Prima di farlo verifica le condizioni del servizio, le impostazioni dei dati e le regole dell’università. Non caricare dati personali, materiali riservati o documenti di terzi senza un’autorizzazione adeguata.
L’intelligenza artificiale può supportare alcune fasi della tesi, ma non sostituisce la ricerca, il confronto con il relatore e la capacità di argomentare. Un uso responsabile parte dalle regole dell’ateneo, prosegue con la verifica delle fonti e termina con una dichiarazione trasparente quando richiesta.
AlphaTesi può aiutarti a organizzare il lavoro, verificare la coerenza della struttura, controllare le fonti, revisionare il testo e interpretare il report Compilatio. Se hai già una bozza o vuoi chiarire come procedere, puoi richiedere una consulenza e ricevere indicazioni adatte al tuo progetto e alle richieste del relatore.